Finito il primo turno elettorale, tra attentati e buona affluenza

Si sono chiusi i seggi in India per il primo round delle elezioni legislative che finiranno, con la proclamazione dei risultati, il prossimo 16 maggio. Ed e’ stata una apertura tra gli attentati che ha fatto almeno 17 morti (altre fonti parlano di 24) in diversi attacchi di ribelli maoisti soprattutto negli stati del nord est del paese, il cosiddetto ‘corridoio rosso’. Si e’ votato in 17 tra stati e territori dell’Unione, con una buona partecipazione di elettori, a parte nel Kashmir. 124 i collegi da attribuire oggi sui 543 della Lokh Saba, la camera bassa del parlamento indiana. Per scegliere tra 1715 candidati hanno votato 143 milioni di indiani sugli oltre 714 milioni di elettori totali. Si e’ votato negli stati del Kerala, Arunachal Pradesh, Meghalaya, Mizoram, Nagaland, Chhattisgarh, Andaman e Nicobar, Laccadive. Negli stati dell’Andhra Pradesh, Assam, Bihar, Uttar Pradesh, Jammu e Kashmir, Maharashtra, Manipur, Orissa e Jharkhand si e’ votato solo in alcuni collegi, negli altri le elezioni avverranno durante le prossime fasi. Il voto e’ stato condizionato negli stati nord orientali dai ribelli maoisti. 14 persone sono morte per mine e granate esplose in Chhattisgarh e in Jarkhand. In questo stato sono stati anche uccisi due ufficiali di polizia in un conflitto a fuoco con i ribelli maoisti, mentre un poliziotto e’ morto anche in Bihar e due ribelli sono stati invece uccisi in Chhattisgarh. Buona la percentuale di votanti. Nell’Andra Pradesh, bastione maoista, nonostante le minacce dei ribelli, si e’ registrato quasi il 65% dei votanti, tra il 60-70% in Mizoram, Nagaland, Meghalaya e Arunachal Pradesh. Chhattisgarh, Jharkhand e Bihar hanno visto una partecipazione del 50%, mentre e’ da segnalare il dato del 50% dei votanti nei campi di soccorso per i cristiani fuggiti alle violenze dello scorso agosto di Kandhamal, nello stato dell’Orissa. Un dato molto alto rispetto a tanti collegi. Nel sud, lo stato comunista del Kerala ha visto toccare anche il 67% dei votanti. E mentre continua la presentazione delle candidature da parte di aspiranti parlamentari per le successive fasi, oggi e’ uscito di galera Varun Gandhi, nipote di Indira, in carcere da giorni per frasi antimusulmane. Il leader del suo partito, LK Advani, che per il Bharatya Janata Party corre per la carica di primo ministro, e’ stato invece oggetto del lancio di una ciabatta durante un comizio elettorale. Le macchinette elettroniche usate oggi per il voto, oltre 300000, che recano solo i simboli dei partiti cosi’ da permettere anche i moltissimi analfabeti di votare, saranno ora conservate nelle sedi delle commissioni elettorale fino al 16 maggio. La prossima fase delle elezioni fra una settimana, il 23 aprile.

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